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La Pietà Fiorentina di Michelangelo

Foto della Pietà di Michelangelo a FirenzeIl progetto è consistito nella acquisizione digitale geometrica della scultura, conservata presso il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, per offrire al Prof. Jack Wasserman (Professore Emerito di Storia dell'Arte Rinascimentale presso la Temple University di Philadelphia ) il più avanzato strumento esistente di analisi dell’opera senza manipolazione della statua.

  • circa 700 riprese effettuate da angolazioni differenti con 6 fotocamere digitali
  • 7 mio di punti acquisiti
  • un modello 3D finale composto da 6 mio di triangoli per un totale di 2 mld di bytes

Michelangelo aveva circa 70 anni quando cominciò a scolpire la sua seconda Pietà qualche anno prima del 1550. Ma nel 1555 la prese a martellate per distruggerla. Più di quattrocento anni dopo, la si è ricostruita virtualmente grazie alla tecnologia.

La Pietà Fiorentina è composta da un gruppo di quattro figure, di altezza superiore a quella reale, scolpite in un unico blocco di marmo. Il corpo di Gesù è sorretto dalla Maddalena, aiutata da Nicodemo sopra di lei e dalla Vergine sulla destra. Nicodemo ha i tratti fisici, anche se incompiuti, dell'artista stesso. Il gruppo marmoreo, destinato a poggiare sull'altare della tomba di Michelangelo, fu mutilato di tutti gli arti quando era ancora incompiuto per mano dello stesso artista e poi restaurato dal suo allievo Calcagni su commissione di Bandini, primo proprietario dell'opera.

Foto della copertina del libro di Jack WassermanNel 1996, con l'aiuto di Peter Rockwell, noto scultore, Wasserman avviò uno studio sulla Pietà di Michelangelo, nell'intento di svelare alcuni misteri che hanno circondato quest'opera per oltre quattro secoli. Obiettivo primario del suo studio è stato  ricostruire la statua esattamente come l'aveva lasciata Michelangelo quando l'aveva distrutta e capire quali siano stati gli interventi effettuati successivamente da Calcagni, imparando a distinguere la "mano" del maestro da quella dell'allievo. Per questi motivi era per lui necessario osservare la statua da diversi punti di vista, per capire come l'artista voleva che fosse vista in modo da mantenere le giuste proporzioni tra le parti, guardare le singole componenti dell'opera da diverse angolazioni per capirne la costruzione, considerare punti di osservazione insoliti, ad esempio dall'alto o dove c'erano parti staccate, vedere come l'opera appariva prima che i pezzi fossero riaggiustati.
Frutto dello studio è un modello virtuale, estremamente preciso, della Pietà, che ha consentito al professore di studiarla nei minimi dettagli, da diverse angolazioni e con luci differenti, in modo da rispondere ai numerosi interrogativi che tuttora circondano quest'opera.

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